Chi ha venduto le parole?
Leggo Lella Costa, da pochi giorni. I tre monologhi “Amleto, Alice e La traviata”.
Sono testi teatrali, spettacoli da leggere a voce alta, da imparare a recitare, da lasciar fluire perché - filtrati da una testa di alto livello - arrivano comunque dal centro della pancia (e sì, la pancia, e il cuore, comandano la nostra vita tanto quanto la testa, anche se spesso non lo vogliamo sentire). Il pezzo sulle parole, per esempio.
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“Sei davvero fortunata ad aver incontrato me, bambina, io sono un uomo straordinario, per comune ammissione sono probabilmente, ebbene sì, l’uomo più tracotante della terra”.
“Mi perdoni, temo che lei non sappia cosa significa tracotante”.
“Come ti permetti, bambina? Io so perfettamente cosa significa tracotante. Significa appunto uomo di infinita bellezza e sovrumana intelligenza, inviato sulla terra direttamente dagli dei, a compiere missioni per chiunque altro impossibili, a patto che lo si lasci lavorare in pace!” (ho aggiunto solo quest’ultima frase perchè non ho resistito alla tentazione, ma il resto è di Lewis Carroll, giuro).”E dunque, bambina, ti ripeto che puoi fidarti e affidarti alla mia sublime, straordinaria tracotanza.”
“E io le ripeto, signore, che tracotanza non vuol dire quello.”
”Quando io uso una parola, questa assume il significato che io decido.”
“Be’, no, cioè, bisogna vedere se lei può dare tutti questi significati alle parole… “
“No, no, no: bisogna vedere chi è che comanda. Io, le parole, le pago. Dovresti vedere come scodinzolano, il sabato sera, quando vengono a prendere lo stipendio.”
[…] Un momento. A me risulta che, in genere, se c’è chi compra, vuol dire che c’è chi vende. […] Chi ha venduto le parole?
In questo fottutissimo delirio di libero mercato possibilmente globale, si può sapere chi cazzo è stato a VENDERLE, le nostre parole?
“vedi Alice, qui il linguaggio vale mille sterline a parola”. Be’, qui no. In questa meraviglia di paese, sicuramente no.
Va anche detto che all’inizio, più che una cessione o una dismissione, ci era sembrato soprattutto una sorta di leasing. Parole in prestito che restavano nostre, e comunque parole da poco, più che altro piccole frasi fatte, banali, poco impegnative. Che so? robe come “scherzi a parte”, “porta a porta” “affari tuoi” “fatti vostri” “verissimo”. Poi abbiamo cominciato a renderci conto che a fare il tifo per la Nazionale di calcio si finiva per fare propaganda politica… E a quel punto abbiamo cominciato a vendere….
*ndr: Alice -nel libro di Lewis Carroll - ha appena incontrato Humpty Dumpty