January 23, 2013
"Ispirato dall’esempio del taccuino trovato addosso alla morta, comprò un quadernetto che si poteva infilare nella tasca posteriore dei pantaloni. In modo che, se gli fosse venuto un pensiero interessante, avrebbe potuto annotarlo.
Non che si aspettasse meraviglie.
Ma pensava che, una volta finito il taccuino, l’effetto di insieme avrebbe potuto essere illuminante, proporgli qualche accesso a se stesso."

Fred Vargas, L’uomo dei cerchi azzurri, Einaudi Super ET

Traduzione di Yasmina Melaouah

August 29, 2012
"Vorrei che la smettessi di agitarti mamma” disse Larry irritato “per questo problema c’è una soluzione semplicissima: se questa villa non è abbastanza grande, trasferiamoci in un’altra che lo sia"

— Gerald Durrell, La mia famiglia e altri animali

August 28, 2012
"Era un perfetto compagno di avventure, affettuoso ma non esuberante, coraggioso senza essere battagliero, intelligente e pieno di tollerante comprensione per le mie eccentricità"

G. Durrell, La mia famiglia e altri animali

August 28, 2012
"La Francia malinconica e lavata dalla pioggia, la Svizzera che sembrava un dolce natalizio, l’Italia esuberante, chiassosa e puzzolente rimasero alle nostre spalle…"

G. Durrell, La mia famiglia e altri animali

July 5, 2012
"

Il magistrato scoppiò a ridere. “L’italiano: ero piuttosto debole in italiano. Ma, come vede, non è stato poi un gran guaio: sono qui, procuratore della Repubblica… “.

“L’italiano non è l’italiano: è il ragionare” disse il professore. “Con meno italiano, lei sarebbe forse ancora più in alto”.

"

— Sciascia, Una storia semplice

July 5, 2012
"Posso permettermi di farle una domanda?… Poi gliene farò altre, di altra natura…
Nei componimenti di italiano lei mi assegnava sempre un tre, perchè copiavo. Ma una volta mi ha dato un cinque: perché?”
“perchè aveva copiato da un autore più intelligente”."

— Sciascia, Una storia semplice

January 3, 2012
"Come sono belle, le ragazze belle che tornano dal mare."

— M. Malvaldi, “La briscola in cinque”, Sellerio

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February 7, 2011
Chi ha venduto le parole?

Leggo Lella Costa, da pochi giorni. I tre monologhi “Amleto, Alice e La traviata”.

Sono testi teatrali, spettacoli da leggere a voce alta, da imparare a recitare, da lasciar fluire perché - filtrati da una testa di alto livello - arrivano comunque dal centro della pancia (e sì, la pancia, e il cuore, comandano la nostra vita tanto quanto la testa, anche se spesso non lo vogliamo sentire). Il pezzo sulle parole, per esempio.

*
“Sei davvero fortunata ad aver incontrato me, bambina, io sono un uomo straordinario, per comune ammissione sono probabilmente, ebbene sì, l’uomo più tracotante della terra”.
“Mi perdoni, temo che lei non sappia cosa significa tracotante”.
“Come ti permetti, bambina? Io so perfettamente cosa significa tracotante. Significa appunto uomo di infinita bellezza e sovrumana intelligenza, inviato sulla terra direttamente dagli dei, a compiere missioni per chiunque altro impossibili, a patto che lo si lasci lavorare in pace!” (ho aggiunto solo quest’ultima frase perchè non ho resistito alla tentazione, ma il resto è di Lewis Carroll, giuro).”E dunque, bambina, ti ripeto che puoi fidarti e affidarti alla mia sublime, straordinaria tracotanza.”
“E io le ripeto, signore, che tracotanza non vuol dire quello.”
Quando io uso una parola, questa assume il significato che io decido.”
“Be’, no, cioè, bisogna vedere se lei può dare tutti questi significati alle parole… “
“No, no, no: bisogna vedere chi è che comanda. Io, le parole, le pago. Dovresti vedere come scodinzolano, il sabato sera, quando vengono a prendere lo stipendio.”
[…] Un momento. A me risulta che, in genere, se c’è chi compra, vuol dire che c’è chi vende. […] Chi ha venduto le parole?
In questo fottutissimo delirio di libero mercato possibilmente globale, si può sapere chi cazzo è stato a VENDERLE, le nostre parole?
“vedi Alice, qui il linguaggio vale mille sterline a parola”. Be’, qui no. In questa meraviglia di paese, sicuramente no.
Va anche detto che all’inizio, più che una cessione o una dismissione, ci era sembrato soprattutto una sorta di leasing. Parole in prestito che restavano nostre, e comunque parole da poco, più che altro piccole frasi fatte, banali, poco impegnative. Che so? robe come “scherzi a parte”, “porta a porta” “affari tuoi” “fatti vostri” “verissimo”. Poi abbiamo cominciato a renderci conto che a fare il tifo per la Nazionale di calcio si finiva per fare propaganda politica… E a quel punto abbiamo cominciato a vendere….

*ndr: Alice -nel libro di Lewis Carroll - ha appena incontrato Humpty Dumpty

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